il pastore

Regole
Lunghezza 7 pg.
personaggi :2 protagonisti : un uomo e una donna
5 di contorno : tre donne e due uomini
1)Descrivere il tipo di elemento della storia : vento
2)Descrivere il tipo di colore della storia : Bianco / patinato / sfocato
3)Descrivere il tipo di animale : scoiattolo
4)Descrivere il tipo di metallo/minerale : oro

Un uovo venne scagliato contro il vetro del bus.
Mino si svegliò di soprassalto giusto per sentire le risate dei ragazzini accompagnare per qualche attimo il percorso del bus.
Stordito e , per quanto possibile ,sprofondato sul sedile di plastica del
bus , il fastidio dalle pulsazioni della mano sinistra lo risvegliarono completamente. Una vistosa fasciatura gli avvolgeva la mano.
La osservò stupito.
Mentre il tuorlo faceva il suo corso sulla fiancata del bus disegnando con una sottile ombra una lunga lacrima nera sul suo volto si sfasciò la mano e scoprendo il dolorante il palmo arrossato e insanguinato. Tra le increspature riconobbe qualcosa.
Non aveva mai avuto quel tatuaggio .
Non aveva mai visto quello scoiattolo.
Colpito da una vampata di calore si guardò intorno in cerca di spiegazioni.
Nessuno pareva notarlo.
Giunto alla sua fermata scese rapidamente per avventarsi verso una fontanella che lui riconobbe nel centro di un giardinetto.
Qui cominciò prima a innaffiare abbondantemente la mano poi a sfregarne il palmo sulla gamba come per cancellarlo .
Urlò dal dolore.
Una ragazza , che era seduta su una panchina vicina posò il libro che stava leggendo per osservare la scena incuriosita.
Mino abbandonò la fontanella per avvicinarsi a un albero vicino e , una volta appoggiata la testa sul tronco , cercò di concentrarsi e di darsi delle spiegazioni ma la sua memoria faceva cilecca come la pistola di un giro fortunato alla roulette russa.
Intanto Silvia , questo è il nome della ragazza , si era alzata , e con un piglio misto di coraggio e altruismo gli si avvicinò per chiedergli :
“ Posso aiutarti ?”
Mino si sentiva sempre peggio e ora si sentiva pure infastidito dall’idea che qualcuno avesse visto la sua scenata alla fontanella.
“ Fosse mia, una medicazione la farei fare a quella mano .”
Il sorriso di silvia si trasformò in una lieve smorfia schifata .
“Ti ho sentito dire qualcosa a proposito di scoiattoli . Ne hai visto qualcuno al parco ?”
“Più o meno .” Rispose finalmente Mino nascondendosi la mano fasciata dietro la schiena per non mostrare il sangue.
Silvia si guardò intorno scrutando tra i rami degli alberi prima , all’altezza delle radici dopo , di scoiattoli nemmeno l’ombra ma… pensò : forse lo teneva in mano ….in quella mano insanguinata …..non era lui , allora…era lo scoiattolo a essere ferito o…morto.
“ Fammi vedere la mano ! Cosa ci tieni con quella ?”
Mino non era dell’umore di continuare la conversazione niente che quindi rapido e silenzioso le girò le spalle e iniziò a correre per cercare un po’ di tranquillità.
“ Allora , allora , allora ,? “
La udiva oramai in lontananza mentre raggiungeva il portone di casa.
Prima ancora di sentirlo chiudersi alle sue spalle Mino aveva già iniziato a salire le scale . A guardare in alto gli girava la testa e lo stomaco oramai era pronto a sboccare come una bottiglia di spumante a mezzanotte di qualche nuovo anno. Superò il primo piano , ne mancavano solo due ,quando mancò il gradino per salire e sbilanciato si aggrappò alla balaustra per non cadere con la mano sinistra .
Il suo urlo soffocato rimbombò per la tromba delle scale.
“ Chi è ? “
Pur dolorante Mino aveva capito di chi si trattava per cui si preparò a superare il secondo piano di slancio.
“ Ah , sei tu Mino …sai ho di nuovo dimenticato le chiavi e….”
“ Non posso farci niente fammi pass..”
Mino inciampò un’altra volta , ai suoi piedi per giunta.
“ Ma tu sei ubriaco Mino , amico mio , lascia che ti aiuti , lascia che ti prenda la mano .”
Stavolta l’urlo fu meno soffocato.
“ Ma non vedi che ‘sta mano è fasciata ? Che ti prendi ?”
“ Scusa Mino non me ne ero accorto …a proposito ,che ti sei fatto ?”
“ Te lo dico un’altra volta eh.”
“Sai Mino in realtà , mia moglie non mi lascia entrare in casa perché sono stato fuori tutta la notte e ho speso i soldi per la spesa . Tu sei ubriaco quindi capisci che non ho fatto niente con cattiveria e…”
Mino oramai era in piedi ma il passaggio era serrato.
“ Sono stanco .Magari potrei venire a dormire da te qualche oretta . Che ne dici , Mino amico mio ?”
“ Ho un’idea migliore Guido e non chiamarmi amico mio per favore :a tua moglie dici che sei stato da qualche tuo cugino o collega o chi vuoi tu a passargli la notte in ospedale . “
“ Mino ! E’ proprio quello che ho provato a raccontarle ! Ma senza i soldi della spesa non mi crede.”
Mino , esausto dalla nottata passata , tirò fuori il portafogli per poi accorgersi di non avere più soldi , giusto qualche moneta da un euro che utilizzò per tirargliele addosso .
Guido per ripararsi liberò il passaggio e lasciò passare Mino il quale con uno scatto raggiunse il terzo piano .
In pochi secondi aprì la porta di casa e se la chiuse sulle spalle.
Fuori Guido ringhiava future vendette.
Appena dentro il suo appartamento Mino vomitò vicino allo sgabello del telefono , poi filò in bagno lasciando una scia liquida sul pavimento .
Le tempie gli pulsavano con il ritmo dell’Africa nera .
Lo sciacquone del water fu tirato tre volte prima che , vinto dalla stanchezza , si buttò sul letto.
Erano le otto di sera quando decise di uscire e trovò nella tasca del giubbotto uno pezzo di tovagliolo di carta piegato velocemente.
Il foglio era scritto con un inchiostro blu con una scrittura a un grafico disegnato da qualche strumento misuratore di qualcosa.
“Mino , caro sono contenta che ci siamo ritrovati , sono così contenta che non ti voglio chiedere perché ho perso le tue tracce dopo quella sera al caffé Rossini …ma prima o poi lo farò .
Ieri è stata una serata da sogno !!!
Non mi hai lasciato il tuo numero di telefono ma sono certa che tu chiamerai me. Il mio numero è 3386641623 .Lisa. “
Mino ebbe uno scatto e accostò la sua mano fasciata alla lettera.
Adesso qualche ricordo iniziò ad affiorare riguardo la sera prima , era andato al pub irlandese insieme a Virginia e Milo , con la Fiat di Virginia e c’era la musica molto alta ed erano seduti al banconi sganasciando come pochi . Ma dopo ….il vuoto , non ricordava nulla e soprattutto non ricordava di avere incontrato Lisa. Lisa …dopo questi anni ?
Provò a fare il suo numero ma era irraggiungibile . Ci riprovò inutilmente altre volte nel giro di un’ora .”
Allora telefonò a Milo il quale gli rispose :” ‘Sto guidando Mino e non posso parlarti .Se vuoi possiamo vederci al Samrock tra una quarantina di minuti. Come ? Ok vieni come puoi.”click.
Mino , arrivò al pub verso le 22.00 , leggermente in ritardo e trovò Milo al suo angolino vicino alla cassa accomodato come un boxer tra le corde del suo angolo tra un round e l’altro.
Appena lo vide Milo ordinò la solita pinta per Mino.
Mino cercò inizialmente di nascondere il suo buco nero per evitare gli sfottò di Milo .“ Ciao Milo , hai visto Lisa ? “
“ Ciao , chi? hai un brutto aspetto…hai vendemmiato pomodori con quella mano ?”
“ Conosci una ragazza che si chiama Lisa ? ”
“ Io no , grazie dell’interessamento comunque. Mai conosciuto una ragazza che si chiamasse Lisa o Antonia o….hai tempo ? Perché avrei una lunga lista di nomi da fare se continuassi.”
“ Milo…..mi riferivo a Lisa ..quella del Rossini ..”
“Mai vista in vita mia , ne ho solo sentito parlare da te ..una volta.. e avevi fatto tutto tu perché di solito mi faccio gli affari miei.”
“ E quindi non l’hai vista … “
“ Già. ”
“.. Senti .. credo di avere bevuto troppo ieri sera ..e..”
“ Dire troppo è dire poco “
“..e.. non mi ricordo nulla di ciò che è successo da un certo momento in avanti ..e stamattina mi sono svegliato sul tram che stavo tornando a casa con questa mano fasciata.”
“Aspetta aspetta …Lisa del Rossini hai detto ?”
“ Alla buon ’ora ! Dai.. sputa il rospo.”
“ …non mi ricordo .”
“ Ah ah ah ! Avevo proprio bisogno delle tue battute del cazzo .”
“ Che c’hai un taglio lì sotto ?”
A questo punto Mino sbendò lentamente la mano lamentandosi per il dolore.
“ Fa vedere …carino…adesso si che sei cool !” Milo rideva di gran gusto.
“Ma tu non eri quello che non gli piacevano i tatuaggi .. dai ,buttaci sopra un po’ di alcool su quella bestiola.”
“Bene , ora che ti sei divertito vuoi raccontarmi che cazzo ho fatto ieri sera ?”
“ Eravamo qua , stessi sgabelli , io , te e Virginia . Abbiamo parlato , scherzato e soprattutto bevuto. Siamo abitudinari noi.”
“Siamo usciti insieme dal pub ?”
“Si. Ci siamo lasciati al momento di prendere il taxi per tornare a casa .
Hey! Non bevi ? No ? Me la faccio io ‘sta pinta allora .”
Mino riavvolse la benda insoddisfatto .
“ Non ti arrabbiare Mino …qualche cazzata la facciamo tutti ogni tanto ..e poi non è tanto male quel tatuaggio …io avrei scelto solo un altro animale…così sei troppo macho.”
Milo riprese a ridere e .non smise nemmeno dopo che Mino se ne uscì dal locale. Si era alzato il vento ed era come se una grossa mano impalpabile gli scompigliasse i capelli e lo costringesse a voltarsi per buttargli la polvere della strada sugli occhi.
A questo punto riprovò a chiamare Lisa.
“ Pronto ? “ rispose una voce di ragazza .
“ Sono Mino .Sei Lisa ? “
“ Ciao Mino , pensavo mi chiamassi prima.”
Mino non stette a perdere tempo a spiegargli che ci aveva provato per tutto il pomeriggio . Aveva fretta di sapere.
“ Lisa…ieri ci siamo visti ?”
“ Certo tigrotto . Mi starai mica giocando un altro scherzo dei tuoi ? “
Quando si sentì chiamare in quel modo un mondo gli si aprì .
“ Non mi ricordo niente , Lisa ..che è ‘sto tatuaggio ? C’eri anche tu quando l’ho fatto?Mi fanno schifo i tatuaggi…dovevo proprio essere fuori .”
“ Beh ..visto che non ti ricordi nulla dovevi essere più ubriaco di quello che sembravi ..”Mino cercò riparo all’interno di un vicolo e si appoggiò al muro sfregandosi gli occhi ..cercò di immaginarsela . “ Ero su un taxi quando ti ho visto davanti al Samrock che cercavi di fermarne uno. Ho detto al taxista di accostare , ho aperto la portiera e ti ho invitato a salire. Pronto ?”
“ Si ..si.. ci sono. “
Ci siamo salutati e siamo andati a chiudere la serata al Mercantile .
Abbiamo bevuto e fatto ..qualche mix di pasticche .
E’ stato strano , sai ,non ci siamo quasi detti niente . Ridevamo e ci baciavamo . Uno spasso tigrotto.Quando il locale fece per chiudere ebbi un’idea , te la proposi e ce ne andammo.
“ Ero ubriaco..e pure fatto adesso che me lo dici !”
“ Ah si ..beh siamo andati da una mia amica giù vicino al fiume , Olly . Avevo deciso di farmi un piercing sulla lingua ma poi ..ricordandomi di quella sera al Rossini decisi di fare qualcosa di diverso.”
La bocca di Mino si spalancava lentamente come facesse per catturare
aria .“ Non ti arrabbiare Mino ,l’ho fatto solo per avere una possibilità con te .Comunque ieri non eri così infastidito tanto che avendo finito i soldi l’hai pagata con la tua catenina d’oro.”
Mino si frugò il collo nervosamente alla ricerca della catenina. Lisa diceva la verità e infatti non la trovò. Se ne dispiacque ,ci teneva a quella catenina. Mentre c’era si scrollò la testa per liberarsi della polvere rubata al muro dai suoi capelli.
Lisa continuò il suo raconto :“ Olly indossava una maglietta bianca con il disegno di uno scoiattolo con un berrettino da malavitoso e tu guardandolo ridevi come un pazzo. Sarai stato un quarto d’ora con l’indice puntato sulle tette di Olly a ridere.Fu in quel momento che ti presi la mano e ti dissi ..facciamo qualcosa di cui non ci dimenticheremo facilmente..tu smettesti di ridere e mi dicesti di si.
Mino , amore , lo so che in quel momento con la testa non c’eri,ma vorrei dirti di tutte le volte che sono andato al Rossini sperando di ritrovarti e delle notti che non ho dormito pensandoti e vorrei avere le parole per descriverti la voragine che mi hai lasciato dentro quella sera.
Ora in Mino dall’oblò iniziava a vedersi il mare crescere.
“"Non ho contato le volte che mi sono dato della stupida per non essermi fatto dare il tuo indirizzo o il tuo numero di telefono o almeno farmi presentare qualche tuo conoscente per rintracciarti .
Ieri sera non ti ricordavi niente . indirizzo , telefono , niente . Niente di niente ..ancora una volta.
Eri un foglio bianco su cui scrivere una storia .
Così mi è venuto in mente il tatuaggio.
Ora sai come rintracciarmi e anche io ho il tuo numero di cellulare e dopo ‘sta telefonata lo memorizzo.”
Mino rimase colpito dalla determinazione di Lisa e ora la sua rabbia si stava velocemente trasformano in emozione . “ Non posso tenermi ‘sto tatuaggio Lisa,e vorrei che tu mi lasciassi perdere ..non mi piace quello che mi hai fatto .”
“Mino , non hai capito , non voglio più giocare e nemmeno sono disposta a permetterti di farlo tu . Quella stupida serata al Rossini mi ha lasciato un vuoto che solo tu potevi colmare. Solo tu..e non pensare che non abbia provato a sostituirti .”
“ Bè ….eri libera di farlo Lisa.”
“ Già. Ma ieri io…ti ho ..marchiato … …facevano così i mandriani vero per distinguere i loro animali ?
Ora…….. sei di mia proprietà!”
Mino era confuso , nessuno si era mai esposto in quel modo con lui , nessuno si era fatto avanti così tosto per pretenderlo.
Passarono dei lunghi attimi di silenzio , i respiri erano lunghi e pesanti .
“ Ma tu puoi liberarti di me Mino , ma dovrai prendere una decisione importante : o tenerti il tatuaggio e stare con me …”
“…oppure?”
“ Oppure liberati del tatuaggio , farti una bella chirurgia plastica e.. stando a quello che ho visto la scorsa notte l’unica parte non pelosa del tuo corpo sono le piante dei piedi .”
“ Cosa vuoi dire ?”
“ Voglio dire che se vorrai fare a meno di me dovrai ricordarti ,ogni mattina di raderti ,oltre al tuo bel musetto il palmo della mano ameno che tu non voglia fare morire dal ridere o dal solletico la gente che incontri .”
A Lisa scappò un risolino che Mino non accompagnò .
“ Era una battuta Mino , te lo puoi togliere con il laser se ci tieni tanto.”
Mino e se ne stava con la testa appoggiata al muro ridendo silenziosamente rivolto al cielo.
“Pronto ? Se lo vorrai potrai chiamarmi quando vorrai ,a qualsiasi ora . Io sono qui Mino . ti amo.” Click
Mino fece scivolare la sua schiena sul muro fino a sedersi e appoggiò il cellulare vicino a quello che restava di una banana , poi riprese a ridere come raramente gli succedeva da sobrio .
Milo lo fissava da una decina di metri .
“ Sei andato amico , ma fossi in te mi alzerei da li prima che un cane ti pisci addosso attirato dal tuo profumo di cagnetta in calore.”
“ Mi daresti un passaggio giù dall’altra parte del fiume Milo ?”
“No. Però ti lascio la macchina .Cosa vai a fare laggiù ? “
Mino ora era raggiante di gioia e si tirò su in piedi con un salto , gli si avvicinò e dopo aver allungato la mano per prendere le chiavi gli rispose :
“ Devo recuperare un ricordo di famiglia …”
“ ..buonanotte …che hai qualcuno che ci è affogato lì nel fiume ?”
“…. da Olly …”
“ Ah ! Ha pure un nome il ricordo di famiglia . “
“… e mi faccio medicare la mano e controllare il tatuaggio e…”
“..ah ah , comincia a piacerti allora .”
“ ..e poi telefono immediatamente al mio…..al mio pastore !”
“Mino , non ci sto capendo nulla …va dove devi andare ..mi stai facendo venire il mal di testa.”
Milo lo guardò montare in vettura e prima che partisse gli batté dei colpi con la mano sul parabrezza spronandolo a partire”
Dopo un paio di ruggiti di motore l’Alfa si allontanò velocemente , lasciandosi il proprietario alle spalle il quale dopo qualche vano tentativo di fermare un taxi decise di rientrare nel pub.