Cloack and dagger

L’avevo scritto con un pennarello nero sulla copertina di un raccoglitore per fotografie.
Era l’estate del ’93 e saccheggiai la Bretagna armato di curiosità e pellicole in bianco e nero.
Prima di sfogliare l’album mi imposi un ‘ atteggiamento di distacco per evitare appiccicose malinconie di tempi perduti.
Così poco contrastate esse sembravano risalire a un periodo più lontano di quando le scattai.
Concentrato , arrivai alla mia foto preferita di quel volume.
Ho un ricordo chiaro di quando inquadrai quel momento : stavo lasciando il porto di Ouessant
E sul molo c’era molta gente allegra che salutava i propri conoscenti.
Ora , nella mia personale pellicola è impresso un silenzio interrotto da acuti di festa.
Di fronte a me il sole basso del tramonto , prima di affogare nell’oceano ,bruciava i contorni di un giovane uomo . Un vecchio suonava l’armonica esibendosi in una personale danza senza ritmo e alcuna eleganza.
Fuori da questo contesto avrei potuto pensare ad un ‘uomo pazzo o ubriaco di qualche cosa.
Due ragazzi salutano a braccia alzate e sembra che sventolino sulle loro teste un pezzo d’isola.
La bimba sulla carrozzella accecata dal sole da le spalle alla nave , il padre la spinge avanti e indietro.
La musica continua e la carrozzella va avanti e indietro.
La danza continua e la carrozzella va avanti e indietro con i pezzi d’isola sventolati dai due giovani.
Una donna in ombra si guarda intorno .
In questa foto la luce e l’ombra sembrano annullarsi a vicenda a seconda dell’oggetto che si sceglie di osservare.
Ad un certo momento , la barca accende il motore interrompendo questo equilibrio di chiaroscuro e risveglia i suoi ospiti partenti.
Ora c’è un grande confusione di voci e movimenti.
La barca parte e lentamente si allontana dal molo.
Una ragazzina prende la rincorsa e avvicinandosi al bordo del pontile urla il suo saluto.
La vedo ancora , ferma a lottare contro il vento mentre il mare agitato dalla barca la trasforma in una figura silenziosa.
Dopo aver sviluppato queste foto ho pensato a una storia a fumetti dove
Dagger era una figura con il mantello che per sopravvivere si cibava di luce e Cloack era l’angelo di luce che provvedeva a lui.
Ogni volta che Cloack veniva inghiottita e poi rigurgitata dal mantello di Dagger si indeboliva.
E diventava sempre meno luminosa.